-Tra tutti i libri che ho letto non ho un libro particolare che ricordo più di altri, ma c’è un libro che in questo periodo, non coscientemente, risale in superficie ogni qualvolta sono un po’ triste o mi faccio domande sulla mia vita.
Il libro è Il deserto dei tartari di Dino Buzzati,un libro che lessi durante la mia adolescenza nel periodo del “non so chi sono, non so cosa voglio, non so cosa cerco”. Ed è proprio perché ero in questo confuso periodo adolescenziale che ebbi il coraggio di arrivare fino alla fine, un libro che in un'altra situazione mentale della mia vita non avrei, forse, mai letto. Eppure quel libro mi diede il coraggio di guardarmi dentro,di comprendermi e di farmi arrivare alla consapevolezza che non sarebbe servito piangermi addosso, che non sarebbe servito avercela con se stessi o con gli altri che non capivano,che non sarebbe servito chiudersi in un guscio e non vivere,ma dovevo avere il coraggio di andare avanti a dispetto delle battaglie perse e prima o dopo avrei vinto la mia guerra. Poi sono cresciuta, sono andata avanti e quel libro l’ho quasi dimenticato.
Da qualche tempo però, in questo periodo di mezza età in cui cominci a fare qualche bilancio, cominci a chiederti quello che hai o avresti potuto avere ma ti sorprende di avere ancora la voglia di rimetterti in gioco con cose che prima non hai potuto o voluto fare ,quel libro è uscito dal limbo del dimenticatoio e prepotentemente si è insinuato nei miei pensieri:che sia una nuova giovinezza dove i dubbi e le novità rimettono in gioco la mia coscienza sopita e adagiata su passato?
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